Diceva Lester Bangs (il mitico critico rock degli anni settanta)
(...)Tutto il talento è finito all'inferno. Vale a dire lontano chilometri dai palazzi dei maxiconcerti. Meglio, allora, tendere l'orecchio verso gruppi grandi o sconosciuti che siano, purchè abbiano ancora voglia di sperimentare, inventare, cacciar fuori suoni da un sax o da una batteria, come da un barattolo di birra o una grattugia. Anzi, più che suoni, rumore... [tratto da: "Guida ragionevole al frastuono più atroce", raccolta di saggi di Bangs scritti tra l'71 e '81 (edito da Minimum fax) a cura di Greil Marcus, prefazione di Wu Ming 1, tradotto in italiano da Anna Mioni]. |